confondere quel "sale" in più con il sale che viene dal mare con la brezza.
Certo il sudore di Fabio Valerio salato, come il mio sudore, ma - mi tranquillizzo - sono in riva al mare!
     Comincerò a parlare con lui, solo con lui a muovere i primi passi tenendolo sollevato sotto le piccole ascelle. Come bello il mio bambino biondo! E sapete, mi assomiglia molto! Devo superare ogni dolore, devo essere forte; Fabio, in riva al mare guarirà. Sulla riva del mare, sono rimasti i castelli di sabbia che io e Fabio abbiamo costruito. Ce ne sono tanti, tutti contrassegnati sulle sommità delle torri, con piccole bandierine multicolori che a Fabio piacciono tanto!
     Ci sono cuori e nuvole di paradiso di sabbia sulla riva del mare! La spuma e il vento del mare non cancellano le nostre costruzioni.
I miei non sono ricordi.
     I ricordi appartengono al passato. Io vivo con i miei figli, con il loro sale e mare, sempre, ogni istante della mia vita invecchiando con loro.
Lasciamo al mare i nostri castelli di sabbia e torniamo in città.
Fabio è abbronzato, ma molto sofferente. I suoi occhi azzurri mi sorridono, mi abbracciano, mi chiamano, mi seguono dappertutto. Vivo solo per lui. Non lo lascio mai neanche a suo padre. Voglio assumermi tutto il dolore, voglio allontanare il padre, escluderlo dalla sofferenza.
     La mia casa in città, a Roma, molto carina. Le pareti tappezzate di stoffa a fiorellini, un disegno neoclassico. Tutto giovane, nuovo, fresco.
Vado in cucina.
     La cucina il luogo della casa che preferisco. E' grande, accogliente, ricca, di prodotti della nonna; melanzane e peperoni sott'olio, passata di pomodoro, peperoncini, fasci di alloro e rosmarino.