I miei figli

Lo dice la cartomante, con aria di dolcezza infinita che il 25 Febbraio 1967 mi sposerò, non ancora diciottenne, a "Genzano di Roma". E' una piccola chiesetta quella che, Carla Pilolli, giornalista, si affretterà a descrivere con tono dispregiativo, nel suo articolo apparso e scomparso sul "Messaggero" del marzo 1996.Ho 18 anni. Non sono gravida. Sono vergine. Non ho mai fatto l'amore prima e mai avuto altri amori. Dopo nove mesi, il 20 ottobre 1967, nasce Alfonso. Peso alla nascita tre chili e cento grammi! minuto Alfonso! La sofferenza del parto, - delle primipare - nota, ma Alfonso non ne porta con sé i segni. Ha colorito roseo, pochi capelli biondissimi, come fili sottili di grano; la testolina rotonda, un piccolo nasino all'insù, bocca a cuore e grandi, immensi occhi azzurri. Lo attaccherò al seno. Alfonso sembra avere sempre fame perché muove quasi freneticamente testolina e bocca alla ricerca del capezzolo che lo nutrirà. Sono felice - penso - diventerà un bambino sano e forte. Ma Alfonso non si nutre veramente. Le poppate durano ore e il risultato preoccupante.